Io

Che nome vuoi darmi?
Come vuoi giocare?
Sai cosa nascondono
queste alte mura?

Io sono Sodoma
la maledetta.
Io sono Sodoma,
la perdizione.

Che nome vuoi darmi?
Come vuoi giocare?
Ho ali e artigli
e un cuore fatale.

Ho il buio e la vita
e un cielo crocifisso
e monti e case e carri.
Riuscirai a trovarmi?

Io sono Sodoma
dai mille inganni.
Io sono Sodoma
dai mille petali.

Che nome vuoi darmi?
Come vuoi giocare?
Vuoi me davvero
o solo il mio racconto?

Il nome non saprai
e il gioco mio è vietato.
Bussa alla mia porta
e forse capirai.

Io sono Sodoma
e non ti ho scelto.
Io sono Sodoma
e non sarò tua.

(K 2006)





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Amo...

Ridere, l'apnea, dkny, il cocco, l'odore della carta, il sole, gli umili, la musica a tutto volume, Ronnie, i denti belli, K, le ciliege, dormire, l'estate, D., i girasole, gli abbracci, le foto in bianco e nero, i silenziosi, il cinema nelle sere d'inverno, chi vede il bicchiere mezzo pieno, i cannelloni, i diversi, ricevere pacchi postali, gli stivali, guidare in autostrada, chi non perde la calma, il cambio automatico, chi ama in silenzio, Roma, fare shopping, gli ironici, l'odore del bagnoschiuma, il fritto, i capelli ricci

Odio...

I bugiardi, il traffico, gli ottusi, gli arroganti, stirare, i permalosi, gli irriverenti, il gesso e le forchette che stridono, gli sdolcinati, gli appiccicosi, le prese per il culo, i pretenziosi, la peperonata, i capelli sporchi, i tergicristalli rumorosi, il disordine, l'arancione, le mosche, Ugo, le domeniche invernali, gli egocentrici, le ditate sui mobili, i grilli, la cartigenica finita, gli indecisi, i canditi, i preti

Ipse dixit

La cosa più bella che possiamo sperimentale è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza. Essere che non conosce questa emozione, che è incapace di fermarsi per lo stupore e restare avvolto dal timore reverenziale, è come un morto (Einstein)


Diffida di una donna che dice la sua vera età, una donna così è capace di tutto (Wilde)


La cosa più difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto (Wilde)


Mi guardate male perchè sono diverso… io rido perché siete tutti uguali!!! (Korn)


Vivi ogni giorno come fosse l'ultimo (Seneca) perchè uno di questi, avrai ragione di crederlo (Vasco)


La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca.(Heidegger)


Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo. (Voltaire)


Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio,dice Aristotele.Manca il terzo caso:bisogna essere l'uno e l'altro,un filosofo.(Nietzsche)


Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. (Epitteto)


Se l'uomo distoglierà dall'aldilà le sue speranze e concentrerà sulla vita terrena tutte le forze rese così disponibili, riuscirà probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non più oppressiva per alcuni. (Freud)


Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. (Kraus)


Considero il mondo per quello che é : un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte . (Shakespeare)


Se c'e' soluzione perché ti preoccupi? Se non c'é soluzione perché ti preoccupi? (Aristotele)


E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. (Einstein)


Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo. (Guevara)

Concordo

Eri un uomo. E io ti amavo. Ti aspettavo, ti telefonavo, ti imploravo, ti mentivo. Ridevo di te. Ti prendevo per il culo in segreto. Contavo i tuoi difetti sulla punta delle dita, non ci stavano sulle mani tutte le tue imperfezioni. Eri sempre sbagliato. Sempre giusto. Avevi ragione e avevi torto. Ogni volta, hai voluto mettermi in ginocchio e giocare al marito e alla moglie. Mi hai martoriata con le tue richieste mute, mi hai voluta diversa, uguale a un’altra, simile a un sogno, ragazza da pubblicità, donna in carriera, mi hai voluta più magra, con più tette, più grassa, mi hai voluta con l’abbronzatura, mi hai voluta pallida, santa o vestita da puttana. Mi hai travestita. Sporcata. Ripulita. Mi hai stancata. Simona Vinci.

Silvano Agosti - "Il discorso tipico dello schiavo"

Ho contaminato...

Arcangelo
Capitana Uncina
Che tu sia per me il coltello
Forse ho ritrovato le parole
Girliegirl
Il cuore in pasto
Interessante vita della Bambina Cattiva
Johnny Durelli
Lo Specchio Palindromo
Luce di stella
PUPPAMELO!
Salotto Gay
Un lugubre equivoco
Una foto al giorno

Macchiati dal peccato in...

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Stato d'animo sullo spartito

Cose preziose

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Dì la verità con calma e chiarezza; ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti, anche loro hanno una storia da raccontare. Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te. Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli, ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù: molte persone lottano per grandi ideali e dovunque la vita è piena di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore, poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni, esso è perenne come l'erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna, ma non tormentarti con l'immaginazione: molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai il diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo. Fai attenzione e cerca di essere felice.

Sono convinta

SEMBRARE E NON ESSERE 
E' COME FILARE E NON TESSERE

Sfaccettature



























:: I N V E R S A M E N T E ::

martedì, 13 maggio 2008

Forse il problema sta nel fatto che è martedì tredici e a me, si sa, mi porta male e se poi ci si aggiunge un umore premestruale e un cielo grigio che minaccia di ingoiare il creato, allora siamo a cavallo.
E poi ci si mettono le preoccupazioni per lui, che non sta bene e che al momento è in viaggio verso Pietralcina, nella quale confido ciecamente... proprio io.
E poi ci si mette l'ego, che mi fa sentire stupida e venale, con quell'oggetto tanto importante e di scarso valore, (?) che boh io forse me lo risparmiavo, e i consigli di farlo valutare prima di incolpare qualcuno per nulla. Che poi, forse, la verità mi fa bene si è vero, ma delle volte taglia le gambe, che meglio saperla si, ma poi non cammino più.
E il faccia a faccia con la vecchia, che aspettavo da giorni, che mi preoccupa con scadenze mensili manco fosse il ciclo e che attacca  a far la garosa che c'ha poco da sgallettare, che mi mette soggezione e s'approfitta, che mi dice che fare e cosa è mio diritto pretendere e da chi, che si facesse i cazzi suoi sarebbe tanto meglio.
E poi la ragazzina dalla faccia innocente e dalla collana di perle come nonna papera, che sembra tanto timida e santerella, mentre poi finisce sempre a limonarsi con qualcuno, che si vabè che son cazzi suoi, però ci fa la stupidina solo se non ci sono, che la tira per le lunghe e che ci gira intorno, mentre poi mi fa vedere quel che vuole, e mi prende per il culo. E non è la sola. Stronzofottitistronzo.
E poi Sergio che m'ha fatto le cose in due metà, il matrimonio più grasso del mondo con un'acconciatura da spavento, i messaggi mandati dopo giorni e la chiamata inaspettata alla partenza per l'America... e le foto da sistemare, la bucanville spedita, la pancia da smaltire e il nipotino da adottare... e ne son successe di cose importanti e non, cose che si vivono senza sbiadirle a parole e cose gravi o marce, avvicinamenti e allontanamenti, costatazioni di diversità e sorprese...
... è la vita che va... ma a me non è che piaccia molto eh...

 

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Postato da Sodoma alle 16:17
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mercoledì, 07 maggio 2008

Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po' mi riconosci o in fondo un altro c'è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po'

mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie

potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te

potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le paorle quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è

bocca dentro bocca e non chiederti perchè
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia

potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c'è
ha ingoiato tutti tranne me

dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c'è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me..

 

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Postato da Sodoma alle 16:05
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mercoledì, 07 maggio 2008

Riflettevo che in questo periodo la mia vita è come se camminasse su un letto di aghi. Punto.

 

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Postato da Sodoma alle 15:57
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mercoledì, 30 aprile 2008

Mille e altri mille motivi per amarla...

Come dichiarato nel template, ho un amore sviscerato per Roma e giusto oggi, scopro che Johnny Durelli lo condivide con me. Solo con una capacità di parlarne parecchio maggiore.

Non c'è niente da fare: io qui a Roma mi sento giustificato nel mondo. E ci resterei per sempre.
Ora come ora Milano non mi manca per niente.
D'altra parte: cosa dovrebbe mancarmi? La mia urticante papponeria? Il mio rimirare adorante le fighette a spasso in zona Brera spargendo petali di ormoni al loro passaggio? La demolizione di tutte le mie ambizioni lavorative? Le puntate nei locali con la mia compagnia di coglioni? Milano è per me una cantina. Una cantina per bere e una cantina per l'anima: di quelle dove conservi ricordi e note nostalgiche, di quelle che se ci entri il cuore ti si contrae e arriccia come una fisarmonica. Ma i muri di quella cantina sono ormai macchiati di stanchezza. E ciò che si offre agli occhi è desolante.
E a parte questo. Dopo undici anni, ti rendi conto che Milano è maledettamente piccola. Dico sul serio: Duomo, Corso Vittorio Emanuele, Zona Brera, Navigli (per la cronaca: Testaccio schiena i Navigli 3-0), Corso Como (ma vuoi mettere con Campo de' fiori?), Porta Romana, 24 Maggio e Ticinese (ma io odio i suonatori di bonghi). Finita. Stop. Sì, ok: qualcuno potrebbe parlarmi di suggestivi scorci, di splendide chiese. Dei laghi fuori città. Scusatemi: mi sarò inaridito.
Rimanervi? Non credo di esserne capace. La bellezza di questa città ha la carenatura un po' arrugginita.
E Roma? Roma è la grande, grandissima, spledida impresa di essere una città. Roma è bellezza e grazia. E' caos e bellezza. E' turbolenza e magnetismo. E' una città imperfetta: quindi è un capolavoro. E' affacciarti alla finestra e vedere un panorama che ti annichilisce, è fare passeggiate chilometriche in cui ogni nuova tappa è più bella della precedente. Un po' come le fighe a Milano: vedi una donna ferma a un semaforo accanto a te e pensi che sia la donna più bella tu abbia mai visto e già vagheggi di farci figli insieme. Poi attraversi la strada e arrivi al semaforo successivo e ne vedi una ancora più bella. E così via, per ogni cazzo di semaforo, in una Via Crucis della bellezza impossibile da possedere.
Roma è un pacchettino pieno zeppo di Paradiso. E' andare a pranzare a Trastevere con una coppia di amici e morire per degli agnolotti al ragù che levati. E' davvero guardare il cielo e nutrire speranze e dimenticarsi delle millemila tonalità di grigio cui ti aveva abituato Milano. E' affacciarti ancora alla finestra e vedere l'iradiddio fattasi cupole e non solo scorgere la Madonnina senza più chiedersi come cazzo avran fatto a piantarla lassù.
Roma è ciò che mi ha in qualche modo ricucito gli occhi al loro posto, costringendomi a guardarmi di nuovo intorno, senza camminare come un automa incurante come facevo prima.
Roma è roba pura e non tagliata. Milano è un continuo imbastire cerimoniali per intabarrare il nulla degli happy-hour.
Roma è riscoprire gli odori. Certi odori di certi posti. Certi odori in certe sere estive. Certi odori che pensavo persi in quel fritto misto di miasmi e fantasmi che è Milano.
Roma è risate fragorose, è il Ghetto, è un dialetto che non smetterà mai di divertirmi. Milano è spesso vita appiccicata con lo sputo, vulcanizzata alla bell'e meglio con ironia ruvida e indigesta, amarezza accecante e l'ennesima birra presa dal Rattazzo per buttar giù l'afasia.
Ho fatto tutti gli errori dell'elenco, quand'ero a Milano. E non so se fosse colpa di Milano. So che ero sull'orlo delle giornate peggiori della mia vita.
E so che invece quando sto qui la mia vita mi sembra più cospicua e meno esposta alle intemperie e che il passaggio dalla paura e dalla conseguente follia alla serenità è quasi istantaneo. E indolore.
Sono il solito me stesso. Il me stesso medio. Però vorrei poter iniziare una nuova vita, qui. Un nuovo primo giorno.
Qui. A Roma. In questo istmo che mi ha ricollegato all'amore.
Da http://johnnydurelli.blogspot.com/

 

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Postato da Sodoma alle 17:52
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martedì, 22 aprile 2008

E mentre la televisione passa una vecchia canzone di Aznavour, lo guardo dormire e sento una voragine prendere il mio posto... che forse te la sei scordata la bambina aggrappata alle tue dita che muoveva i primi passi...

 

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Postato da Sodoma alle 16:08
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lunedì, 21 aprile 2008

Che è da un pò che ci penso al perchè l'idea mi dia noia e onestamente non trovo risposte.
Forse che quello che ci siamo dati era la prima volta di tutto, di mano nella mano, di palpatine col timore e i sensi di colpa, di "ti amo" sussurrati nel rossore, di regalini a San Valentino e di scritte sui muri...
Forse come dice il detto, il primo non si scorda mai, e quello nacque sui banchi di scuola per poi crescere con noi e diventarne parte, forse perchè sei andato per poi tornare dopo anni... che ad essere sincera ce l'abbiamo avuta la seconda possibilità, dopo tutte le mie preghiere e  fissazioni e son stata io a sprecarla quando mi sono accorta che amavo solo il ricordo di te e non te. 
E' che di fondo t'ho sentito sempre legato a me, come ti dissi una sera estiva sotto al lampione del campo sportivo, alimentata anche dal fatto che per anni non hai ceduto a nessuno il posto che era mio.
Poi t'ho incontrato due anni fa in un locale, eri con una riccia e la cosa mi infastidì solo perchè pochi giorni prima m'avevi chiesto d'uscire insieme. Mi dissi che era di passaggio perchè a te son sempre piaciute le lisce e non ci pensai più... invece presumo che tu sia andato a viverci assieme perchè da un pò ti incontro in una strada che non è quella di casa tua, perchè non mi mandi più gli auguri, perchè le cose son diverse... E vorrei immaginarti felice come lo sono io, ma continuo a non spiegarmi perchè ogni volta fingiamo di non vederci pur di non salutarci.

 

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Postato da Sodoma alle 16:06
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martedì, 15 aprile 2008

Ne ho avuto uno per rimpiazzo del primo che a malincuore avevo lasciato, il quale fece la stessa fine grazie all'aiuto dello strizzacervelli.
Ne ho baciato un'altro che m'ha incendiato il cuore e cullata in Azaro Crome, che m'ha regalato il proprio orologio trasparente la prima sera, che m'ha offerto fragole sul lungomare il giorno prima dell'esame.
Ne ho avuto uno che che portava le treccie e se ne andava di spalle, che poi m'ha fatto chiamare di notte dalla fidanzata.
Ne ho baciato uno solo perchè l'avevo corteggiato anni senza mai esser riuscita a strappargli un'attenzione e un'altro che ho conquistato con un bigliettino lasciato sotto al tergicristalli.
Ne ho baciato uno per scommessa, uno per sbaglio e due per dispetto.
Ne ho avuto uno a cui non si rizzava e uno che ha ucciso ripetute volte il mio cadavere.
Ne ho avuto uno straniero con cui non ho scambiato nemmeno una parola ma solo qualche bacio e un altro famoso a cui ho dato il due di picche sul più bello.
Ne ho avuto uno che m'ha aiutato a crescere, uno che mi segregava in casa, uno che mi faceva sentire grande e uno a cui facevo da mamma.
Ne ho avuto uno portato via ad una ragazza, uno che m'è stato portato via da un'amica e alcuni che dividevo segretamente con le fidanzate.
Ne ho avuto uno che tenevo soltanto per la mano e uno di cui conservo gli stecchini del gelato.
Ne ho avuto uno che era come un fratello.Ne ho avuto un altro che è evaporato nel nulla.
Ne ho avuto uno che è rimasto per anni l'essenza del sesso e che poi è tornato per divenire amore.
Amori di un giorno, amori di anni, amori che ardono e divengono cenere nel giro di pochi giorni, amori di bambina, amori di una sera, amori che solcano per la vita.

 

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Postato da Sodoma alle 09:53
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martedì, 08 aprile 2008

E c'ho provato a scrivere di quando sei arrivato senza cena e senza avvertire, senza risposte alla domanda sul perchè eri lì, e ho provato a parlare di quando hai detto che non tenevo più a te, Amore Mio,
e c'ho provato, credimi, a parlare di quello che fai per me, dei viaggi che fai per i miei capricci, degli assilli che sopporti per le mie paure, per le accuse, per le scenate, per le uscite forzate come un vaso da fiori.
E vorrei inchinarmi a te per il modo con cui sai superare e per la calma con cui riesci a sopportare, per la genuinità con cui sai sorridere appena te ne lascio la possibilità... e invece nemmeno riesco a guardarti per dirti grazie, perchè lo sai che so parlare male e strillare troppo, che so graffiare e sbranare, ma poi non sono brava a leccare le ferite...
E vorrei esser abile a parole per quando sdrammatizzi, per il modo con cui sai calmarmi, per l'orientamento che sai darmi, e vorrei esser brava nel descrivere quel che si prova a starti accanto, Amore Mio, nel  vederti in ciabatte per casa, nel vederti aprire gli occhi la mattina... e invece me lo tengo per me, perchè gli altri non potrebbero capire, perchè le parole non saprebbero raccontare, me lo tengo per me senza dirlo nemmeno a te, che mentre mi chiedi perchè ti guardo così  sorridi, degustando già la risposta che senti dentro te.

 

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Postato da Sodoma alle 16:36
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lunedì, 07 aprile 2008

Muoio.

 

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Postato da Sodoma alle 10:42
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martedì, 01 aprile 2008

Odio gli ottusi perchè con loro non si può parlare, li odio perchè con loro si può solo o adeguarsi o belligerare.
E la seconda sarebbe inutile.
Odio gli ottusi perchè sentono quel che vogliono sentire e puntualizzano ciò che vogliono puntualizzare, che se uno non l'ha detto loro l'han sentito, che se uno non l'ha fatto, loro l'han visto fare; che se c'è la possibilità che uno possa essersi espresso male, allora è unto perchè non si cambiano le carte in tavola.
Che se parlano di una "malattia" è inutile che la chiamano "fissazione" o carattere", perchè quella resta.
Odio gli ottusi perchè non hanno occhi nè orecchie. Odio gli ottusi perchè camminano su un binario morto.
Odio gli ottusi perchè si rendono ridicoli e stupidi e nemmeno se ne rendono conto che fanno la figura delle bambole bionde e belle.
Odio gli ottusi perchè non sono stupidi ma decidono di esserlo. Che non so se sia quella la vera stupidità o se sia anche peggio.
Odio gli ottusi perchè se non pensi come loro, credono di essere superiori a fingersi daccordo con te e poi bofonchiano alle spalle con quelli che credono esser come loro. Che gli ottusi non motivano mai le loro scelte, no, loro hanno gli oracoli.
Odio gli ottusi perchè sono tutti diversi tra loro ma egualmente stronzi.
Odio gli ottusi perchè sono zimbelli delle persone che sarebbero come loro se solo tenessero le orecchie più aperte e le bocche più chiuse.
Odio gli ottusi perchè infiltriscono i loro cervelli, e i loro cuori.
Odio gli ottusi perchè non vedranno mai la porta aperta per il proprio miglioramento.

 

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Postato da Sodoma alle 12:15
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venerdì, 28 marzo 2008

 

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Postato da Sodoma alle 16:54
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giovedì, 27 marzo 2008

Che quando l'ho visto, tra tutti i regali che avevi portato, è stato quello che più m'aveva colpito perchè era tutto fuorchè banale.
Piccino e incastonato nel cartoncino a proteggerlo, vestito di coccio sottile e del mio segno.
L' ho guardato meravigliata, ho letto le istruzioni e gli ho spaccato la punta. Ne è uscito un seme come cuore, troppo grande per un corpicino del genere, poggiato su una spugnetta e ricoperto di marrone luccicoso.
Ho annaffiato la sua terra e l'ho esposta al sole, l'ho protetto dal freddo, l'ho cullato e ninnato col tormentone del vieni... e oggi la finestra se l'è inghiottito, riducendolo ad un ammasso di coccio e terriccio. Tristezza.

 

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Postato da Sodoma alle 16:01
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mercoledì, 26 marzo 2008

BALLA

BELLA,

CHE

SEI

BELLA

COME

IL

PECCATO!

 

 

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Postato da Sodoma alle 17:00
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martedì, 25 marzo 2008

Che adesso tutto è in secondo piano, come quando guardi una foto dal paesaggio sullo sfondo sfumato, che nessuno conta molto, che niente è più come prima.
Che basta che ci sei, che basta che mi guardi.
Che ti trovo con lo sguardo tra la folla e mi si spalanca il sorriso.
Che il cuore s'addolcisce se trovo la tua mano quando siamo in fila.
Che ti chiedo se lo farai e mi rispondi con giuramento affermativo.
Che si sente primavera anche guardando la neve da sotto l'ombrello.
Che va bene se mi ami tra le carezze e va bene se mi fotti contro le mattonelle.
Che nulla pare difficile perchè tu hai una soluzione facile-facile per ogni cosa, che non sei mai nervoso, che non conosci tristezza nè debolezza.
Che quando ti chiedo se lo senti, mi chiedi se lo sento io... che porco sei...
Che si parla senza mezzi termini e si usano le parolacce, che si dicono volgarità inaudite e sguaiate e un attimo dopo poi si sta in silenzio e s'osserva fuori col cuore spalancato di meraviglia.
Che adesso che ci sei me lo chiedo spesso per quanto resterai perchè voglio imparare da te e impregnarmi di te, voglio ammorbidirmi e lasciarmi segnare dal tuo passaggio. E me lo chiedo spesso per quanto resterai, ma in verità non voglio saperlo.

 

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Postato da Sodoma alle 11:28
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martedì, 18 marzo 2008

  Che alle volte me lo chiedo se non ci arrivi proprio a capirlo,
  se per te lo spreco e il tutto siano il minimo a cui non si può prorio rinunciare 
o
  se ti diverte semplicemente il farmi sentire diversa e inferiore.

 

 

 

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Postato da Sodoma alle 09:40
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